lunedì 29 aprile 2013

CONVEGNO "IL CORAGGIO DI SOGNARE. TRA OCCIDENTE E I TROPICI L'AVVENTURA INIZIATICA DI HUGO PRATT"

Forlì, Cinema Teatro Apollo, 11 Maggio 2013 ore 15
Forlì, 11 Maggio 2013

Il Grande Ispettorato Provinciale di Forlì, in collaborazione con la Regione Massonica Emilia e Romagna, ha organizzato per l’11maggio 2013, alle 15, un avvincente incontro dal titolo:

"Il coraggio di sognare. Tra occidente e i tropici l’avventura iniziatica di Hugo Pratt"

Il Fratello Hugo Pratt, iniziato dalla R.L. “Hermes” all’Or. di Venezia il 19 novembre 1976, è stato l’autore italiano del secondo dopoguerra che ha contribuito di più ad illustrare in termini positivi la Massoneria; basti pensare a Favola di Venezia, a Wheeling e a El Gaucho
Hugo Pratt fu, inoltre, per trent’anni, un protagonista di primo piano della nostra cultura. Quando se ne andò, il 20 agosto del 1995, l’Europa intera lo pianse. Due settimane più tardi, Umberto Eco scriveva su “L’Espresso”: “[Hugo Pratt] era il Salgari del nostro secolo […], c’è una grande differenza fra scrittori e creatori di miti che possono scrivere anche malissimo. A differenza di Salgari, Pratt scriveva anche bene […] la Ballata del mare salato può essere riletta e riguardata, godendo sempre del modo in cui è stata concepita, immagini e parole”.
Un convegno su questo nostro Fratello e sulla sua produzione artistico - letteraria è, dunque, un evento particolarmente importante e significativo specialmente se è organizzato a Forlì, dato che il Nostro, pur essendo veneziano puro sangue, nacque sulla riviera romagnola il 15 giugno del 1927.
Il tema che verrà trattato è estremamente accattivante: l’avventura iniziatica che ha per scenario la terra intera. Si badi bene, Pratt situa i suoi racconti in contesti storici e sociali ben delineati, solidamente ancorati alla realtà. Non si concede licenze poetiche, non indulge al fantasy,  non s’innamora di ciò che racconta, rischiando di cadere nell’improbabile. Pur tuttavia, le sue storie rivelano e svelano una dimensione parallela misteriosa e elusiva. “Ho sempre pensato – scriveva – che accanto al mondo chiaramente decifrabile ne esista un altro nascosto [che conduce] in un labirinto […] di domande e di risposte”.
Gli oceani cognitivi prattiani sono, pertanto, sospesi fra il sogno e la realtà, fra l’exoterico e l’esoterico e osservarli con attenzione comporta per l’argonauta accorto varcare “le sette porte che si aprano sull’infinito”, comprendere, capire o concepire ciò che si nasconde dietro il velo dell’apparente e dello scontato.
Il coraggio di sognare, infine, riserverà per i partecipanti delle vere e proprie sorprese, forse un po’ temerarie, ma sicuramente affascinanti. Chi sarà presente potrà costatare e giudicare …




Fonte: GLDI

mercoledì 24 aprile 2013

CONVEGNO "TERRA, ARIA, ACQUA, FUOCO...UNA FINESTRA SPALANCATA SULL'INEFFABILE REALTA' "

Sabato 4 Maggio 2013, presso il Canadian Hotel a L'Aquila
L'Aquila, 04.05.2013

La Regione Massonica Abruzzo, in collaborazione col Grande Ispettorato di L'Aquila, ha organizzato per il 4 Maggio 2013, un interessantissimo incontro dal titolo:
Terra, Aria, Acqua, Fuoco...una finestra spalancata sull'ineffabile realtà.
Il convegno si propone di esaminare quattro archetipi fondamentali, di riscoprirne i significati simbolici, le valenze di pensiero, la loro importanza nelle scuole iniziatiche e nei cenacoli esoterici.
L'evento intende aprire una finestra sul complesso mondo del simbolo, andare "oltre il velame", suggerire percorsi di ricerca, cimentarsi con un'ermeneutica particolare che rappresenta un aspetto di assoluta rilevanza.
Non a caso, i quattro elementi, già presenti nel Rito d'Iniziazione, si ritrovano in tutta la complessa struttura degli Alti Gradi Scozzesi, fino al XXIX Grado, ove rivestono uno specifico valore iconologico e rituale.
Questo appuntamento progettato e sviluppato dalla Regione Abruzzo con la serietà, l'attenzione e l'entusiasmo che le sono propri, si avvarrà di strumenti comunicativi del tutto nuovi e particolarmente coinvolgenti come la proiezione di un "video poetico musicale" e l'uso di "specchi alchemici".




Fonte: GLDI

LA GRAN LOGGIA D'ITALIA AL MUSEO MASSONICO DI ROSENAU

Venerdì 26 Aprile, a partire dalle ore 15, al Castello di Rosenau (Austria), apertura speciale del Museo Massonico
Rosenau Bei Zwettl, 26.04.2013

La Gran Loggia d'Italia, partecipa all'apertura speciale del Museo Massonico di Rosenau (Austria), con i contributi dell'archivio e della biblioteca.








Fonte: GLDI

Ordine Massonico Misto Internazionale Le Droit Humain Comunicazione installazione nuova Loggia

L'Ordine Massonico Misto Internazionale Le Droit Humain è ora presente anche a Reggio Calabria. Il giorno 24 marzo 2013 E.V. si e' svolta la cerimonia dell'accensione dei fuochi della R.·. L.·. Athanor. Erano presenti, espressione concreta dell'universalita' dell'Ordine, oltre ai rappresentanti della Federazione Italiana, i rappresentanti della Federazione Europea e il  Pot.mo S.·. G.·. C.·. G.·. M.·. dell'Ordine le Droit Humain.
I Fratelli e le Sorelle dellla R.·. L.·. Athanor ringraziano tutti coloro che hanno voluto condividere  questo lieto evento contribuendo ad arricchire i loro architettonici lavori.

Fonte:  Fr.·. Giannetto Giuseppe.·.

sabato 20 aprile 2013

Simbolismo e Iniziazione Massonica - Conferenza di Irene Mainguy

Simbolismo e Iniziazione massonica

Conferenza di Irene Mainguy
Sabato 27 aprile 2013
Firenze, Grand Hotel Mediterraneo
In una società priva di punti di riferimento, in cui il materialismo è dominante, è legittimo interrogarsi sul posto che spetta all'ideale iniziatico ed al valore dei simboli. Irene Mainguy, esperta di fama mondiale di simbolismo ed iniziazioni, fornisce una risposta con esempi ed argomentazioni documentate, valida per nuovi e vecchi massoni ed anche per chi non lo è ma ha il desiderio di conoscere questo mondo.

Irene Mainguy - autrice di diversi libri sul simbolismo massonico e la storia della massoneria.
E’ responsabile della Biblioteca massonica del Grande Oriente di Francia . E 'Vice-Presidente della Società Francese di studi e ricerche sullo Scozzesismo (SFERE).

PROGRAMMA DELLA SERATA (SABATO) *

- ORE 17.00 Apertura Segreteria e registrazione partecipanti
ORE 17.30 Conferenza
ORE 21.00 Buffet

Il costo della partecipazione alla serata è di 30.00 Euro complessive. In questa occasione NON e' prevista la possibilità di partecipare soltanto alla conferenza.
In questo caso, stante il rilievo dell’avvenimento e lo sforzo organizzativo dell’associazione, la quota di adesione all’evento in toto sarà di 30 euro complessive e la cena sarà non scorporabile dalla manifestazione.

Per le consuete manifestazioni del Venerdì, Cenacolo Salomone mantiene inalterati i prezzi degli scorsi anni, con conferenza scorporabile dalla cena, nonostante il costo della vita e la scelta dell’Hotel abbiano portato ad un aumento dei prezzi.



MODALITA' D'ISCRIZIONE

1) Si indirizza la propria adesione, specificando bene il titolo della conferenza a cui si desidera intervenire, a cenacolosalomone@gmail.com
2) Nell'adesione si specifica il proprio nome e cognome e di eventuali accompagnatori
3) Nell'adesione si specifica anche se si vuole intervenire a buffet più conferenza o solo conferenza
4) L'adesione si intende accettata solo quando arriva l'ok di risposta da parte del Cenacolo Salomone
5) Le iscrizioni saranno accettate in rigoroso ordine cronologico
6) Nel caso di superamento del numero limite postoci dalla Direzione, pur controllando il parametro cronologico, verrà data precedenza a coloro che scelgono l'opzione buffet + conferenza
7) E' fortemente consigliato di inviare le proprie adesioni nei 15 giorni che precedono la conferenza;

HOTELS
(Suggerimenti per chi viene da fuori)

Cenacolo Salomone ha un accordo con il GRAND HOTEL MEDITERRANEO e con B&B Il GIARDINO DELLA MELAGRANA

GRAND HOTEL MEDITERRANEO – Lungarno del Tempio 44 – Firenze Tel 055 660241 La comodità di essere vicino al centro e nella stessa sede della Conferenza.
B&B Il GIARDINO DELLA MELAGRANA – Via Alamanni 25 – Firenze Tel 393 5667902 La comodità di essere ad un passo dalla Stazione Centrale.

Camera singola con colazione 70.00 Euro Camera matrimoniale con colazione 90.00 euro Camera tripla con colazione 110.00 –

CONSIGLIO DIRETTIVO DEL CENACOLO SALOMONE
Valter Bencini 3482617675, Roberta Bianchi 3381710009, Matteo Marliani 3336676873, Fabrizio Sappia 3355861466, Vittorio Vanni 3383450207
Fonte: Cenacolo Salomone

Innalzamento colonne R.·. L.·. “Ariuan” all’Or.·. di Roma

Sabato 20 Aprile 2013, alla presenza della Risp .ma G:. M:. Maria Pia Ferrari e di una delegazione del Consiglio Federale, saranno alzate le Colonne della R..L:.Ariuan numero 30 all'Or:. di Roma. Le Sorelle della GLMFI si uniscono in questo momento di giubilo e augurano alla nuova Maestra Venerabile eletta, S:.Patrizia Marte ed a tutte le Sorelle della neo costituenda, Loggia Ariuan, i migliori auguri di un prospero e sereno sviluppo.
 
Fonte: GLMFI
 
 

martedì 16 aprile 2013

MASONICA 2013: Prima giornata del libro massonico di Bruxelles - 73 rue de Laeken 1000 Bruxelles - Domenica 21 Aprile 2013


Fonte: GLDI

Conversazione di Mino Gabriele su "L'asino d'oro di Apuleio. Aspetti iniziatici e misterici"

La fortuna letteraria dell'Asino d'oro di Apuleio si deve, oltre che alla sorprendente e affascinante trama del romanzo, anche ad altri sottesi significati: morali, filosofici e soprattutto iniziatici. La metamorfosi della bestia in uomo, della curiosità per la magia in ricerca di sapienza divengono metafore dell'umano percorso dal vizio alla virtù, dall'ignoranza alla consapevole rivelazione misterica.
Un racconto dove l'intreccio di vicende tragicomiche si dipana ed infine si innalza a descrivere i più alti simboli della religiosità pagana e dei misteri di Iside. L'attore Achille Brugnini leggerà alcuni brani del volume e in conclusione interverrà il Gran Maestro Gustavo Raffi.




Fonte: GOI

sabato 13 aprile 2013

MASSONERIA: IL 12 APRILE 1751 RAIMONDO DI SANGRO FONDAVA LOGGIA CARAFA

(AGENPARL) - Napoli, 12 apr - Duecentosessantadue anni fa, 12 Aprile 1751 Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero, fondava, a Napoli, la Loggia “Carafa”. Nelle più profonde oscurità dell’antica Napoli, in un vicolo nascosto ed oscuro, l’apparato decorativo di una cappella indica, a colui che è di sguardo attento, mente ardente e di cuore puro, il percorso “segreto” della Verità.
La Stella a cinque punte è detta nella Massoneria  ”Pentacolo” è il simbolo  associato al pianeta di Venere , che con il suo transito traccia un disegno identico al pentacolo e in prossimità del Sole diventava la chiara Stella del Mattino nella mitologia a seconda dei popoli veniva associata a significati diversi, infatti, per gli egiziani fu associato ad Horus.  E’ l’unione di 5 elementi: acqua, terra, aria, fuoco e spirito…Ci rammenta quale è  il nostro posto nel  buio che circonda l’universo.
Uno dei principali protagonisti del culto della Massoneria è il cercatore, è colui che cerca insistentemente, senza un piano specifico, di trovare o ritrovare qualcuno o qualcosa; è la persona  che tenta di individuare; si adopera e si impegna ; colui che vuole e osserva attentamente; soltanto la persona che farà tutto ciò sarà un Cercatore e sarà tale perchè avrà  il bisogno di trovare  per poter essere, infatti lui avrà un motto che sarà “CRESCO RADICIBUS QUAERENTIBUS”.

Il labirinto è un altro simbolo massonico che viene ritrovato ancora oggi nei più curiosi luoghi legati alla Loggia dei Massoni, a Napoli in particolare possiamo trovarlo nella pavimentazione a labirinto antistante la tomba del Principe Raimondo di Sangro all’interno della Cappella Sansevero.
Raimondo de Sangro, VII Principe di Sansevero, ci indica la strada, il cammino da percorrere, incisi nei simboli di marmo che decorano la sua meravigliosa Cappella, vero Tempio innalzato alla ricerca dell’Assoluto.
Il principe era un alchimista famosissimo soprattutto per i suoi esperimenti tra cui quello de “Il Disinganno”, magnifica scultura realizzata per il De Sangro da Francesco Queirolo negli anni ’50 del XVIII secolo.

Liberalità, Disinganno, Decoro, Sincerità, Educazione, Dominio di se stessi, Pudicizia, Unità, Fede, saranno i valori assoluti del Nuovo Cavaliere Cercatore indicati a noi da Raimondo di Sangro.
Colui che si nutrirà dall’albero della Conoscenza del Bene e del Male ne sarà purificato e sarà così determinato e così saggio da riuscire a sollevare il velo che cela la pura bellezza del tutto ed osserverà con i propri occhi l’Assoluto. Il Vero Cavaliere è colui che produce Luce dentro e fuori da se. L’anima è fuoco buono, il fuoco è il calore del sole necessario alla vita nella Verità.
“L’Uomo vitruviano”, disegnato da Leonardo da Vinci nel 1492, simbolo del raggiungimento del nuovo canone, in cui tutte le parti del corpo umano e le proporzioni tra esse esprimono una quadratura di somma armonia. L’Uomo è, così, nuovamente al centro del mondo come essere intelligente e armonioso, fatto di terra e di spirito, come emanazione terrena di quella scintilla divina universale.
Facciamo parte di un’occulta, vastissima e perfetta quadratura formata da decine di misteriose quadrature più piccole e ancora costituita da centinaia e migliaia di ancora più periferiche quadrature. Per accorgersene basta osservare il cielo notturno o il battito del nostro cuore, osservare con gli cchi interiori il fuoco eterno che brucia nel petto o quegli avvenimenti inspiegabili che costellano la nostra breve esistenza o ancora le geometrie e simmetrie della natura.

Fonte: AGENPARL

martedì 9 aprile 2013

CONVEGNO "LA STREGA DELLA VAL DI CORNIA RACCONTA"

Tradizioni e figure dell'immaginario collettivo della Toscana e dintorni - Sabato 27 Aprile 2013 - Riotorto, Centro Convegni "Borgo degli Olivi" - Piombino (LI)
Riotorto, 27.04.2013

Sabato 27 Aprile 2013, a partire dalle ore 15,00, presso il Centro Convegni Borgo degli Olivi a Riotorto, Piombino (LI), si terrà il convegno, organizzato dalla Provincia Massonica di Piombino:

"La Strega della Val di Cornia racconta"
Tradizioni e figure dell'immaginario collettivo della toscana e dintorni
 
Secoli e secoli di storia, sovrapporsi di culture diverse, esperienze traumatiche e speranze delle comunità urbane e rurali, hanno elaborato un universo comune e condiviso, ove ogni aspetto esistenziale assume un aspetto, un nome, una forma. 
Paure ed attese, speranze e timori diventano perciò esseri fatati e fatali che hanno accompagnato generazioni e generazioni di uomini e donne.
Ognuno di questi compagni invisibili ha spesso un profondo significato simbolico e in alcuni casi le figure dell’immaginario sono dei veri a archetipi, dei segnavia lungo il cammino dell’umanità.


Fonte:GLDI

lunedì 8 aprile 2013

sabato 6 aprile 2013

Andare alle radici per superare il male dell'isolamento. La prima forza è l'esempio

La cronaca del primo talk show 'Cittadinanza e responsabilità'. Impegno e pensiero per ricostruire il tessuto sociale. Il saluto del Gran Maestro Raffi ai Fratelli di Cuba presenti alla Gran Loggia. La bellezza di una "Massoneria di popolo" che sa costruire speranza

La responsabilità del cittadino per costruire l'Italia e l'Europa che vogliamo. Ma anche il bisogno di valori e di fraternità per ricostruire il tessuto sociale e politico. Questo il filo conduttore del talk show che ha aperto a Rimini la Gran Loggia del Grande Oriente d'Italia. Condotto dal giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone, il confronto dal titolo Cittadinanza e responsabilità ha visto la partecipazione di Antonio Baldassarre presidente emerito della Corte Costituzionale; Enrico Iachello, Università di Catania; Aldo Masullo, Università Federico II di Napoli; Antonio Panaino, Università di Bologna, direttore responsabile della Rivista 'Hiram'; Valerio Zanone, politologo. A Tracciare le conclusioni, il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi.

"Per secoli - ha sottolineato Baldassare nel suo intervento - si è usata la parola cittadino. Un concetto nel quale è già racchiusa la responsabilità. E la responsabilità riferita al sostantivo dovrebbe essere connaturata all'essenza del cittadino. Oggi - ha aggiunto - abbiamo perduto i riferimenti fondamentali: in questi decenni abbiamo parlato di libertà e uguaglianza ma non di fraternità. E, invece, è il terzo nome del trinomio a dare senso a tutto il resto. I diritti di libertà caratterizzano il significato di cittadino, ma questa libertà è unita alla responsabilità non per virtù magiche: la responsabilità viene data da un legame profondo, la fraternità , l'essere parte di un'unità più ampia. Per i greci era la città, ora è la Nazione e ciò che è oltre i nostri confini. Nel mondo che non conosce barriere, c'è ancora più bisogno di fraternità e di esercizio di libertà. I partiti hanno fatto una sorta di eutanasia di se stessi, si sono persi in beghe interne, danneggiando i tessuti connettivi con la società. Può esserci un salvatore fuori dai partiti? A questa domanda è difficile dare una risposta. Per tradizione familiare, ho poco fede per i 'salvatori'. Ma c'è questa ambiguità ed è molto difficile che questi partiti producano capacità di aggregare".

"Viviamo in un momento di sofferenza della democrazia - ha rimarcato il costituzionalista - e le cause sono tante. La più importante è il fatto che nei Paesi occidentali la democrazia ha retto quando c'è stato il suo vero sostegno, il ceto medio, che oggi tende a scomparire. Si devono creare progetti e condizioni - ha insistito Baldassarre - per ricostruire il ceto medio, altrimenti avremo ricchi e straccioni. Non può reggere un sistema democratico con una distanza sociale di questo tipo. Il meccanismo non può essere forse quello della spesa pubblica ma la creazione di imprese e di tessuti sociali produttivi. E va ricostruita anche l'identità del ceto medio, che non è più il modello dell'impiegato. Tutti dobbiamo operare per una nuova identità del ceto medio".

Per il presidente emerito della Consulta, "chiunque possa assumere posizioni significative oggi deve pensare a ricostruire il tessuto politico, perché fuori da questo tessuto c'è solo il pericolo di una democrazia malata. Solo a partire dai cittadini in carne e ossa, questo percorso sarà possibile. Dobbiamo chiedere una capacità di leadership, l'Italia ha bisogno di qualcuno che abbia capacità di ricostruire il tessuto politico". "Aristotele - ha ricordato Baldassarre - sosteneva che una stesa Costituzione, anche la più bella, applicata a popoli diversi dà risultati diversi. C'è una tendenza a mettere addosso alla Costituzione vizi che, invece, appartengono a noi. La nostra Costituzione è perfettamente attuale. Semmai sono mancati coloro che devono dare i contenuti a quei principi sacrosanti. Ma una Costituzione - è stato il monito del giurista - trasmette un'etica di comportamento. Occorre far penetrare questi valori nella vita di tutti i giorni, nella storia sociale e nella pubblica amministrazione. Va riorganizzato il modello, legata all'erogazione del servizio da prestare all'utente".

"La Libera Muratoria - ha sottolineato nel suo intervento Antonio Panaino - non si pone come una consorteria o come un club staccato dall'evoluzione della società. Siamo parte attiva e agenzia etica, dalla quale non devono venire interferenze nella vita politica ma occasioni di confronto e dialogo nella società civile. Il fatto che giovani e tante persone chiedano di partecipare alla vita del Grande Oriente, è una responsabilità di ulteriore trasparenza e dialogo con la società civile". "Il ruolo della Massoneria - ha detto ancora il direttore di 'Hiram' - è quello di un'autorevole Istituzione che svolge un ruolo, quello della paideia, dell'educazione, perché gli uomini che ne fanno parte siano capaci di dare il meglio di sé nella costruzione sociale. Non è lo spazio delle foreste ma dell'Urbs, un ruolo molteplice non scisso da una dimensione spirituale. La Libera Muratoria che vive ideali forti per cementare i legami civili, coltiva anche una dimensione spirituale, che ricorda come l'altro sia per noi Fratello. Fine e non mezzo. Una realtà come la nostra - ha proseguito il docente all'Università di Bologna - sente come vengano meno i tratti fondamentali di un patto sociale che ci tiene uniti. La responsabilità che si chiede a colui è conferito un potere o un diritto maggiore, è quella di assumersi la responsabilità".

"Oggi - ha fatto notare ancora Panaino - la società va verso il modello di una classe di ufficiali e di quadri in cui se c'è da prendere si è in prima fila, se invece bisogna dare allora tocca ad altri. La Massoneria, al contrario, educa le persone a prendersi le proprie responsabilità. Uomini che non hanno difficoltà a declinare la propria identità, perché i nostri valori sono quelli che danno storia ai principi della Costituzione". "La nostra concezione del cittadino - ha ribadito lo studioso - è quella della responsabilità. Va ricostruito un sistema di valori nella società. Occorre serietà e responsabilità . E' fondamentale che i Liberi Muratori siano persone che i loro compiti li sanno svolgere e che l'Istituzione nel suo contesto opera a servizio della collettività perché valori trasversali possano essere rispettati e vissuti". Per il direttore di 'Hiram', nel distratto modo di tutti i giorni "stiamo inseguendo delle chimere, mentre la realtà internazionale corre. Nel frattempo ciò che accade nel mondo dal punto di vista strategico, è in evoluzione. La crisi italiana è solo il Pulcinella di un baraccone che ha altri protagonisti. In questo scenario, i pericoli per la classe media saranno più gravi. Se a ciò aggiungiamo che stiamo cacciando dall'Italia i nostri migliori cervelli e che si va avanti non per merito ma perché c'è un calcio che spinge, il panorama non è rassicurante. Perché quando un Paese sporta il meglio di sé, si ritrova spacciato. Questo - ha precisato Panaino - non è un grido di dolore ma un problema di indirizzo del Paese. E di progetto. La nostra azione - ha rivendicato lo studioso - ha riportato al centro il ruolo sociale e formativo della nostra Istituzione, che non ha nulla da nascondere e propone contenuti. Vogliamo continuare a testimoniare nella vita di ogni giorno uno stile di vita. La scelta di essere cittadini d'Italia, d'Europa e del mondo. Chi entra nel Tempio per altri motivi, ha scelto il posto sbagliato", ha tagliato corto Panaino.

"Con la democrazia non si scherza", ha sottolineato nel suo applaudito intervento Aldo Masullo. "Noi che per varie ragioni siamo ammiratori di Giordano Bruno - ha proseguito il docente emerito di Filosofia morale all'Università di Napoli - non possiamo dimenticare l'innovazione introdotta dal Nolano: ogni punto dell'universo è centro. Non esiste più la legittimazione della gerarchia. Siamo tutti, egualmente, centro. Con la scolta di Bruno - ha aggiunto il pensatore partenopeo - ognuno porta tutto il peso della responsabilità del suo rapporto con gli altri. Se si vuole far vivere la democrazia, non si può presumere nessun radicalismo democratico. La democrazia non è il dominio della massa e dalla piazza. Così come la libertà non è fare quello che si vuole". "Spesso - ha proseguito il filosofo - confondiamo spesso la libertà con la svincolatezza. Un cane legato al guinzaglio ha l'impulso di slegarsi, ma non ha coscienza di svincolarsi. Ha solo l'impulso di farlo. La libertà, invece, significa che nel momento in cui mi trovo di fronte a un altro essere umano e lo riconosco come tale perché mi pone una domanda, devo rispondere. La responsabilità dell'ascolto e della risposta". Per Masullo c'è un'altra difficoltà: "Spesso confondiamo la società con la comunità. Se l'altro è il secondo me stesso, quando lo riconosco come tale ho con lui un rapporto fondativo, dell'essere comune. Un rapporto di tensione creativa. Il primo diritto dell'uomo è il diritto all'intimità - ha rimarcato il filosofo - nel senso platonico dello spogliarsi di estraneità per riempirsi di intimità. Alla persona che amo non posso dire la menzogna".

Dunque "il problema è giungere alle radici. Kant dice che gli uomini sono un legno storto, per natura non riescono a fare il bene. Ma perché questo legno è storto? E' nato così o la società lo ha ridotto cosi? Educare gli uomini in modo diverso. Non sono massone ma ammiro questa Istituzione libera - ha aggiunto Masullo - che non ha altro ideale se non quella di servire la società nel suo insieme. La sua missione è comunicare questa educazione ala radice. La società, essendo costruita sulla comunità degli uomini, è veramente libera pur salvando la bellezza della differenza". "In Italia - è stata l'analisi dell'autore di 'Il Tempo e la Grazia' - abbiamo divorato quello che avevamo. Incesto di potere politico e potere economico. Dobbiamo andare alle origini dei nostri mali. Il perire della classe media non è solo italiano, anche se da noi ha dei connotati più gravi perché man mano la nostra amministrazione pubblica è venuta perdendo la sua autorevolezza. Quando lo Stato non è più il controllore ma il 'manutengolo' del sistema privato, anche la capacità dei funzionari si viene perdendo. Aumenta la corruzione. Abbiamo caratteri tipici della nostra storia che hanno distrutto i valori scritti nella Costituzione. La globalizzazione ha portato altri elementi: i diritti non sono più quelli assicurati tanto dalla forza delle legislazioni nazionali ma sono i diritti diffusi, comuni, dei cittadini del mondo, assicurati dai Trattati. Si viene sgretolando il monolite dello Stato sovrano e si creano una rete di poteri decentrati"- "In questo mondo che si va trasformando e incide sulla vita dei singoli popoli - ha sottolineato ancora Masullo - noi che siamo il più debole dei popoli soffriamo di più". Come porre riparo? "Le parole non bastano. Servono nell'educazione, ma non solo di quelle c'è bisogno. La forza maggiore è l'esempio". La Massoneria, ha aggiunto, "può avere una enorme importanza se rappresenta un momento esemplare. Se non sta nascosta ma manifesta la propria forza morale ed educativa". Per Masullo, "la democrazia è sempre in crisi, tutta la vita morale è sempre in crisi, esposta a essere lesionata. Oggi - è stata la domanda del filosofo - chi è in grado di sentire il proprio lavoro o impegno come una vocazione? Il grande male degli italiani è la separatezza, l'isolamento. Tutto ciò che è inclusione è anche una barriera di esclusione. Il mondo sta andando verso l'erosione di queste frontiere. Potremmo contribuire all'energia del mondo e della nostra vita, se riusciremo a rompere le progressive esclusioni che si vanno formando. Dobbiamo diventare coloro che tentano di escludere ciò che mette in pericolo l'altro e il pianeta. Su ciò la Massoneria può portare un contributo fondamentale".

"Siamo cittadini europei e del mondo - ha sottolineato Valerio Zanone - il 2013 è l'anno della cittadinanza attiva europea. Qualcuno se ne è accorto? L'Unione Europea è sempre sulle prime pagine quando si tratta di bilanci e regole, ma ci sono ancora lacune nel carattere rappresentativo, della cittadinanza. C'è un deficit democratico da colmare. Ma c'è una cittadinanza più ampia da coltivare e vivere. I mercati sono globali ma le istituzioni non lo sono abbastanza, e i diritti dell'uomo non per nulla globali. C'è una asimmetria tra finanza e sociale. I problemi che abbiamo in Italia non sono solo nostri: c'è una sorta di 'sciame sismico' che percorre la terra dei paesi europei, la crisi di rappresentanza. A ciò si affianca la debolezza delle istituzioni e il fallimento del bipolarismo all'italiana". "C'è una responsabilità di tutti noi - ha scandito Zanone - esercitare la sovranità del popolo e avere norme giuste. Basta con le ipocrisie e i ragionamenti di comodo. Responsabilità è principio irrinunciabile della vita civile. Ma l'effetto della libertà dipende dal modo in cui viene esercitata". "Oggi - ha aggiunto il politologo - sembra di vivere oggi in un momento sospeso, c'è un vuoto dove può succedere di tutto. Anche che non succeda niente. Siamo a un passaggio. La Costituzione ci ha garantito 60 anni di libertà ma non siamo stati molto all'altezza della situazione nel vivere questa libertà riconquistata". "Se abbiamo a cuore il destino della democrazia e l'esercizio responsabile delle libertà democratiche - ha ricordato Zanone - non si può negare che la democrazia funziona in una società di benessere diffuso. In Italia stiamo vivendo l'impoverimento del ceto medio. Coloro che vivono di stipendio e pensioni, hanno visto diminuire il loro reddito, ci sono troppe serrande che si abbassano e negozi che chiudono. E c'è una quota in crescita di persone che non hanno lavoro o lo stanno perdendo. Questo rappresenta un rischio per la democrazia. Se non c'è la possibilità che a tutti sia data la possibilità di vivere decentemente, si è esposti. La responsabilità della vita pubblica deve essere esercitata meglio".

"La Massoneria è luogo di libertà e laboratorio di pensiero - ha detto il Gran Maestro Raffi tracciando le conclusioni - continueremo a muoverci su questo binario: essere cittadini responsabili, in un confronto che non deve essere eterodiretto. L'interesse particolare non deve mai prevalere su quelle generale". Il Gran Maestro di Palazzo Giustianiani ha quindi rivolto "un saluto particolare ai Fratelli della Gran Loggia di Cuba", che partecipano numerosi all'assise del Grande Oriente. Sull'isola ci sono 29.000 Liberi Muratori: "Una Massoneria di popolo che anche nei momenti difficili testimonia il valore di un'idea. E ha voglia di costruire, di cambiare la storia con l'esempio di un impegno per l'altro". "La Libera Muratoria - ha concluso - è una realtà seria: ha aperto la modernità e deve restare fedele al suo compito. Abbiamo tracciato una strada di impegno, indietro non si torna".

Fonte: GOI

mercoledì 3 aprile 2013

MASSONERIA: 91 ANNI FA' INIZIATO SALVATORE QUASIMODO.·.

(AGENPARL) - Roma, 02 apr - Sono trascorsi 91 anni da quel 31 Marzo del 1922, giorno in cui Salvatore Quasimodo è iniziato Massone nella Loggia "Arnaldo da Brescia" all'Oriente di Licata, all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia. La Loggia è attualmente operante con il numero identificativo 959, mentre al Poeta è stata intitolata successivamente una Loggia operante con il numero identificativo 1059.
Salvatore Quasimodo, Letterato, Poeta, Premio Nobel per la Letteratura, Massone, nasce a Modica, in provincia di Ragusa, da Gaetano Quasimodo e Clotilde Ragusa, il 20 agosto 1901. L'infanzia del poeta trascorre in vari piccoli paesi della Sicilia dove il padre, capostazione delle Ferrovie dello Stato, viene periodicamente trasferito. Dopo il tremendo terremoto del 1908 la famiglia si trasferisce a Messina dove il padre è chiamato per riorganizzare la locale stazione: come accaduto per molti altri superstiti, i Quasimodo vivono in una carrozza ferroviaria. Questa esperienza di vita dolorosa e precoce lascerà un profondo segno nell'animo del poeta.
Nella città dello Stretto Salvatore Quasimodo compie gli studi fino al conseguimento del diploma nel 1919 presso l'Istituto Tecnico Jaci. A quel'epoca risale un evento di fondamentale importanza per la sua formazione umana e artistica: l'inizio del sodalizio con Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira, che durerà poi tutta la vita. Negli anni messinesi Quasimodo fonda il mensile "Nuovo Giornale Letterario" su cui pubblica i versi che ha cominciato a scrivere.
Conseguito il diploma, appena diciottenne, Quasimodo lascia la Sicilia con cui manterrà per tutta la vita un legame edipico, e si stabilisce a Roma. In questo periodo continua a scrivere versi e studia il latino e il greco presso monsignor Rampolla del Tindaro, in Vaticano.

Il 31 Marzo del 1922 viene iniziato Libero Muratore nella Loggia Arnaldo da Brescia all'Oriente di Licata.

Il segno dell'iniziazione lo troviamo, d'ora in avanti nella sua costante ricerca di un legame universale di solidarietà con il mondo, sostenuto da un' "intelligenza laica" che ha molto in comune con l'affratellante evangelismo sociale di Pascoli, anch'egli Figlio della Vedova. Il Quasimodo segnato dall'esperienza massonica, pur se sempre all'insegna di una sensibilità inquieta e conflittuale e pur lucidamente consapevole della tragica condizione esistenziale dell'uomo, farà della Parola una sorta di "grimaldello" che gli consenta la decifrazione del mistero del cosmo, strumento con cui sgrossare la pietra grezza perché diventi cubica. 
Tre anni e mezzo più tardi, il 22 Novembre del 1925, le feroci persecuzioni fasciste contro la Massoneria ed in particolare contro il Grande Oriente d'Italia costringono il Gran Maestro Domizio Torrigiani ad emanare il decreto di scioglimento di tutte le Logge Massoniche.

Nel 1926 viene assunto al Ministero dei Lavori Pubblici e assegnato al Genio Civile di Reggio Calabria. L'attività di geometra, per lui faticosa e del tutto estranea ai suoi interessi letterari, sembra però allontanarlo sempre più dalla poesia e, forse per la prima volta, pensa di dover considerare naufragate per sempre le proprie ambizioni poetiche.

Tuttavia il riavvicinamento alla Sicilia, i contatti ripresi con gli amici messinesi della prima giovinezza e soprattutto il rinvigorirsi dell'amicizia con Salvatore Pugliatti, insigne giurista e fine intenditore di poesia, volgono a riaccendere la volontà sopita e a far sì che Quasimodo riprenda i versi del decennio romano, per rivederli e aggiungerne di nuovi.

Nasce così nel contesto messinese il primo nucleo di "Acque e terre". Nel 1929 si reca a Firenze dove il cognato Elio Vittorini lo introduce nell'ambiente di "Solaria", facendogli conoscere i suoi amici letterati: da Alessandro Bonsanti ad Arturo Loira, a Gianna Manzini ed Eugenio Montale, che intuiscono presto le doti del giovane siciliano. Proprio per le edizioni di "Solaria" (che aveva pubblicato alcune liriche di Quasimodo) esce nel 1930 "Acque e terre", il primo libro della storia poetica di Quasimodo, accolto con entusiasmo dai critici, che salutano la nascita di un nuovo poeta.



Nel 1932 Quasimodo vince il premio dell'Antico Fattore, patrocinato dalla rivista e nello stesso anno, per le edizioni di "circoli", esce "Oboe sommerso". Nel 1934 si trasferisce a Milano, città che segnerà una svolta particolarmente significativa nella sua vita, non solo artistica. Accolto nel gruppo di "corrente" si ritrova al centro di una sorta di società letteraria, di cui fanno parte poeti, musicisti, pittori, scultori. 
Nel 1936 pubblica con G. Scheiwiller "Erato e Apòllion" con cui si conclude la fase ermetica della sua poesia. Nel 1938 lascia il suo lavoro presso il Genio Civile e inizia l'attività editoriale come segretario di Cesare Zavattini, il quale più tardi lo farà entrare nella redazione del settimanale "Il Tempo". Nel 1938 esce la prima importante raccolta antologica "Poesie", con un saggio introduttivo di Oreste Macrì, che rimane tra i contributi fondamentali della critica quasimodiana. Il poeta intanto collabora alla principale rivista dell'ermetismo, la fiorentina "letteratura".
Nel biennio 1939-40 Quasimodo mette a punto la traduzione dei Lirici greci che esce nel 1942 che, per il suo valore di originale opera creativa, sarà poi ripubblicata e riveduta più volte. Sempre nel 1942 esce "Ed è subito sera".

Nel 1941 gli viene concessa, per chiara fama, la cattedra di Letteratura Italiana presso il Conservatorio di musica "Giuseppe Verdi" di Milano. Quasimodo insegnerà fino all'anno della sua morte. Durante la guerra, nonostante mille difficoltà, Quasimodo continua a lavorare alacremente: mentre continua a scrivere versi, traduce parecchi Carmina di Catullo, parti dell'Odissea, Il fiore delle Georgiche, il Vangelo secondo Giovanni, Epido re di Sofocle (lavori che vedranno la luce dopo la liberazione). Quasimodo porterà avanti questa attività di traduttore anche negli anni successivi, parallelamente alla propria produzione e con risultati eccezionali, grazie alla raffinata esperienza di scrittore. Tra le sue numerosissime traduzioni: Ruskin, Eschilo, Shakespeare, Molière, e ancora Cummings, Neruda, Aiken, Euripide, Eluard (quest'ultima uscita postuma).

Nel 1947 esce la sua prima raccolta del dopoguerra, "Giorno dopo giorno", libro che segna una svolta nella poesia di Quasimodo. La poesia di Quasimodo supera quasi sempre lo scoglio della retorica e si pone su un piano più alto rispetto all'omologa poesia europea di quegli anni; il poeta, sensibile al tempo storico che vive, accoglie temi sociali ed etici e di conseguenza varia il proprio stile. Nel 1949 esce "La vita non è un sogno", ancora ispirato al clima resistenziale.

Nel 1950 Quasimodo riceve il premio San Babila e nel 1953 l'Etna-Taormina insieme a Dylan Thomas. Nel 1954 esce "Il falso e vero verde", un libro di crisi, con cui inizia una terza fase della poesia di Quasimodo, che rispecchia un mutato clima politico. Dalle tematiche prebelliche e postbelliche si passa a poco a poco a quelle del consumismo, della tecnologia, del neocapitalismo, tipiche di quella "civiltà dell'atomo" che il poeta denuncia mentre si ripiega su se stesso e muta ancora una volta la sua strumentazione poetica. Il linguaggio ridiventa complesso, più scabro e suscita perplessità in quanti vorrebbero il poeta sempre uguale a se stesso.

Segue nel 1958 un antologia della Poesia italiana del dopoguerra; nello stesso anno compie un viaggio in URSS nel corso del quale venne colpito da infarto, cui segue una lunga degenza all'ospedale Botkin di Mosca.

Il 10 dicembre 1959, a Stoccolma, Salvatore Quasimodo riceve il premio Nobel per la Letteratura. Al Nobel seguirono moltissimi scritti e articoli sulla sua opera, con un ulteriore incremento delle traduzioni. Nel 1960 l'Università di Messina gli conferisce la laurea honoris causa oltre alla cittadinanza onoraria dallo stesso comune.
La sua ultima opera, "Dare e avere" è del 1966: si tratta di una raccolta che è un bilancio della propria vita, quasi un testamento spirituale (il poeta sarebbe morto appena due anni dopo). Nel 1967 è l'Università di Oxford a conferirgli la laurea honoris causa.
Colpito da ictus ad Amalfi, dove si trovava per presiedere un premio di poesia, Quasimodo muore il 14 giugno 1968, sull'auto che lo sta accompagnando a Napoli.
Le opere del Poeta Premio Nobel per la Letteratura sono tradotte in quaranta lingue e sono studiate in tutti i Paesi del mondo.
Noi vorremmo esaminare di tutta la sua vastissima opera, quei versi che ci mostrino il segno indelebile dell'iniziazione.
"Tu vedi che per sillabe mi scarno"
ci sembra ricordare il lavoro di sgrossamento della pietra grezza che l'iniziato compie su se stesso, compiuto qui utilizzando lo strumento della parola e della sillaba.


"Mi trovo deserto, Signore,
nel tuo giorno,
serrato ad ogni Luce..."

è l'angoscia esistenziale ancora sottolineata con questi altri versi

"Si china il giorno
e colgo ombre dai cieli:
che tristezza il mio cuore di carne!..."
"Le parole ci stancano:
risalgono da un'acqua lapidata..."
"Un raggio mi chiude in un centro di buio,
ed è vano ch'io evada...
Talvolta un bambino vi canta, non mio;
breve è lo spazio e d'angeli morti sorride..."
"Ognuno sta solo nel cuore della terra,
trafitto da un raggio di sole;
ed è subito sera..."

E dopo gli orrori della guerra la Speranza accende ancora il cuore del poeta che scrive

"... E quel gettarmi alla terra,
quel gridare alto il nome del silenzio,
era dolcezza di sentirmi vivo..."
"... e l'uomo che in silenzio si avvicina
non nasconde un coltello tra le mani,
ma un fiore di geranio..."
Il mio paese è l'Italia, o nemico più straniero,
e io canto il suo popolo, e anche il pianto
coperto dal rumore del suo mare,
il limpido lutto delle madri, canto la sua vita.

Salvatore Quasimodo.·.
Fonte: AGENPARL