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lunedì 23 aprile 2012

LA “MASSONERIA DELLE ANTICHE PIETRE ” ( Il Perchè di una Scelta - Parte II°)


“Massoneria delle Antiche Pietre”. 
Questo il primo e più evidente riferimento storico-ritualistico ed esoterico-iniziatico con cui da più di due lustri si rapporta il Corpo Azzurro degli Antichi Liberi ed Accettati Massoni della Gran Loggia Nazionale Italiana della storica Comunione di Piazza del Gesù.  
Il secondo, è stato da tempo identificato nell'enorme bagaglio culturale e sociale rappresentato da tutti gli accadimenti che culminarono con la fine del 1600 prendendo avvio da quella che lo storico medievista Charles Haskins definì la “Rinascenza del XII° secolo”. Una posizione – quella della citata Gran Loggia - prima e unica nel panorama massonico italiano, e tale da meritare divulgazione e certamente qualche riga di approfondimento.
La scelta che negli anni è stata adottata, approfondita e affinata, per renderla meglio coerente allo specifico contesto, non è frutto del caso né rappresenta un banale esercizio intellettuale: è stato semplice accertare come in realtà il Medioevo abbia segnato il momento in cui lo studium si iniziò a svincolare dal potere esclusivo testimoniato da quei conventi, monasteri, vescovadi e piccole corti che, fino a quel momento, avevano gestito in via esclusiva il sapere e l'insegnamento. [Leggi...]

Fonte:  G.·.M.·.E.·. Fr.·. Giuseppe Bellantonio
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Sono rigorosamente Vietati la Riproduzione, la Traduzione, l'Adattamento, anche parziale e/o per estratti, per qualsiasi uso e con qualsiasi mezzo effettuati, senza la preventiva Autorizzazione scritta dell' Editor del " Notiziario Massonico Italiano" e comunque sempre con l'Obbligo di citare l' Autore e la Fonte. 
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sabato 14 aprile 2012

IL PERCHE' DI UNA SCELTA

Federico II di Svevia
Al di là di ogni atto che, all'interno dei singoli contesti, giovi a testimoniare la correttezza e la completezza della comunicazione, vi sono dei doveri di cronaca che coinvolgono quanti a vario titolo – per passione, per studio o anche solo per semplice quanto sana curiosità – seguono le vicende della Massoneria Italiana, nel suo articolato e complesso contesto. Ecco il perché di questa Tavola: far conoscere il processo interno che, maturando negli anni, ha comportato la personale adesione di chi scrive anche ad una “Confraternita” Massonica simbolicamente quanto chiaramente riferita a Federico II di Svevia; lo “Stupor Mundi” di cui in molti oggi riscoprono l'eccellenza, giungendo a qualificanti elaborazioni nel raffronto con la nostra epoca. Un'analisi, quella dell'opera e dei relativi riflessi dell'azione di Federico II di Svevia, che per noi Iniziati tende a contrapporsi con quella che interessa l'altro Federico II, il Prussiano. Ricordiamone qualche tratto.
Federico II della casata Hohenstaufen (1194-1250): Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re di Germania, Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Gerusalemme, la madre fu Costanza della casata normanna degli Altavilla; chiamato anche Stupor Mundi o Puer Apuliae.
Federico II della casata Hohenzollern (1712-1786): Re di Prussia, la madre fu Sofia Dorotea della casata Hannover; chiamato anche Il Grande o Il Monarca Illuminato.
Due monarchi con una distinta visione di comando e di governo, due Corti che operarono in modo radicalmente diverso, un contesto di nobili e dignitari del tutto differente: in sintesi, due sovrani che segnarono epoche tra loro diverse e difficilmente paragonabili ma che lasciarono profondi e non coincidenti segni del loro passaggio; almeno per ciò che riguarda le specifiche sensibilità di quel mondo iniziatico che, via via, ebbe ad identificarsi con l'Arte Reale. Ma già il loro albero dinastico dice molto, ancor prima di valutarne l'opera e gli influssi.
Il riferirsi a questi due personaggi – almeno per i lunghi studi ed i severi approfondimenti condotti nel contesto del Corpo degli Antichi Liberi ed Accettati Massoni della Gran Loggia Nazionale Italiana della storica Comunione di Piazza del Gesù – non è un caso né un banale esercizio intellettuale, al di là delle particolarità che – a fini del tutto distintivi - pur abbiamo adottato. [ Leggi ... ]


Fonte: G.·.M.·.E.·. Fr.·. Giuseppe Bellantonio
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giovedì 12 aprile 2012

Convegno Nazionale: “Federico II di Svevia: verità svelate e rivelate”

Prato 5 Maggio 2012, presso il Teatro “G. D’Annunzio” - Convitto Nazionale Statale Cicognini, Piazza del Collegio 13


Federico II di Svevia re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero, fu una di quelle rare figure capaci di diventare mito quando era ancora in vita. Definito dagli estimatori “stupor mundi” e considerato dai nemici l’anticristo, fu una personalità unica, figlio del Medioevo ma al tempo stesso capace di precorrere i tempi, delineando orizzonti politici e culturali assolutamente nuovi.
La grandezza dell’uomo, trova un testimone d’eccellenza in Dante che, pur dannandolo fra gli eretici, lo definì: “ultimo imperatore de li Romani” (Cv. IV), “segnor […] d’onor sì degno” (If. XIII), “il terzo [vento] e l’ultima possanza di Soave” (Pd. III 120) e “l’illustre eroe” (V.E. I).
Di questo pilastro del passato, ne parleremo a Prato il 5 Maggio 2012 E. V. nel corso di un convegno nazionale intitolato: “Federico II di Svevia: verità svelate e rivelate”
La scelta di Prato non è casuale, giacché nel corso del XIII secolo Federico decise di costruire in terra di Tuscia, già divisa fra Guelfi e Ghibellini, delle opere fortificate che fossero d’ausilio ai suoi fedeli. Fu così prima eretta la rocca di San Miniato e, nel 1247, su un precedente maniero degli Alberti, il castello di Prato. Sorse così un massiccio edificio in albarese bianco, di forma quadrata con torri angolari e merlatura ghibellina e ingentilito da uno splendido portale, inquadrato da paraste, sormontato da timpano e affiancato da due leoni in pietra.
La costruzione divenne in seguito un presidio fiorentino e venne collegato alle mura trecentesche di Prato con un camminamento coperto, chiamato “cassero”. Fu protagonista di numerose vicende storiche, fra l’altro, fu silente testimone del sacco di Prato: l’orrenda carneficina iniziata il 29 Agosto del 1512, quando gli Spagnoli irruppero in città e in 21 giorni uccisero 6000 persone.
Probabilmente, qualcuno allora, guardando il bianco castello, ripensò, con nostalgia, ai tempi del “Secondo Federico”, quando i falconetti non sparavano nel mucchio, l’odio di parte non coinvolgeva gli inermi e la guerra era sottoposta a regole da tutti rispettate.
Il Convegno sarà ospitato nello storico Convitto Cicognini che, fondato nel 1692, ebbe fra i suoi allievi Bettino Ricasoli, Gabriele D’Annunzio, Cesare Guasti, Curzio Malaparte.
Fonte: GLDI