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lunedì 27 gennaio 2014

Shoah, 27 gennaio Giornata della Memoria. Il Gran Maestro Raffi, il negazionismo va contrastato con forza. Vergognoso l'episodio di Roma

"E' di tutti la memoria di ogni conquista di respiro universale, di ogni trionfo, di ogni testimonianza degna di essere ascoltata. Ma deve essere di tutti anche la memoria di ogni grande tragedia dell'umanità, di ogni grande dolore, di ogni grande male. E l'Olocausto fu un male più grande di ogni altro. Di fronte a quella esperienza estrema per il genere umano, a quella discesa agli inferi ricordare è un dovere". Lo sottolinea il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, alla vigilia delle manifestazioni che si tengono in tutt'Italia in coincidenza con il 27 gennaio, data in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz, scelta simbolicamente per commemorare le vittime della Shoah e delle leggi razziali che in Italia, durante il fascismo, entrarono in vigore nel 1938. "Nel nostro paese 23.826 persone tra uomini, donne e bambini, vennero deportati nei lager nazisti per motivi politici. Del totale 10.129 non tornarono. A loro va il nostro pensiero", ha aggiunto Raffi condannando il vile episodio verificatosi a Roma, dove tre pacchi con dentro altrettante teste di maiale sono stati inviati alla Sinagoga, all'ambasciata israeliana e al museo della Storia di Trastevere e invitando "a non abbassare mai la guardia e a usare come antidoto all'intolleranza e all'odio nei confronti dell'altro il dialogo, la cultura, la conoscenza del passato". "Ci deve essere una sorta di Patto della memoria tra le generazioni affinché non vada mai perduto il ricordo della più atroce delle tragedie dell'umanità. Ma è necessario anche contrastare ogni tentativo negazionista e farlo con tutte le forze e con tutti i mezzi", ha spiegato facendo riferimento alla decisione quadro europea del 2008, la 913, che "combatte le forme e le espressioni di razzismo e xenofobia, e che nell'art. 1 chiede agli Stati Europei di intervenire contro l'apologia e la negazione dei crimini contro l'umanità".

Leggi: Per non dimenticare di Nedo Fiano

Fonte:GOI

venerdì 27 gennaio 2012

L’APPELLO DEL MATTINO.

Il sole sorge sul campo di Auschwitz,
Splendente di un bagliore roseo
Stiamo tutti in fila, giovani e vecchi,
Mentre nel cielo scompaiono le stelle.

Ogni mattino stiamo qui per l’appello
Ogni giorno, con la pioggia o con il sole
Sui nostri volti sono dipinti
Dolore, disperazione, tormento.

Forse proprio ora, in queste ore grigie,
A casa mia piange un bambino
Forse mia madre sta pensando a me…
La potrò mai rivedere?

In questo momento è bello sognare ad occhi aperti,
Forse proprio ora il mio innamorato mi pensa
Ma — Dio non voglia — se
Andassero a prendere anche lui?

Come su uno schermo argentato
L’azione continua splendida
Poco lontano arriva qualcuno
In una limousine nuova e brillante.

Scendono con lentezza e con grazia,
Le “Aufseherinnen”  indossano abiti blu.
Ci trasformiamo immediatamente in pilastri di sale,
Numeri, nullità inanimate.

Ci contano con arroganza sprezzante
Loro — la razza più nobile
Sono i tedeschi, la nuova avanguardia
Che conta la marmaglia a strisce, senza volto.

All’improvviso, come per una scossa elettrica, rabbrividiamo
Al pensiero che simile a un razzo ci balena in testa
Costei deve essere anche una moglie o una madre
Una donna… E anche io sono una donna…

La pellicola sensazionale si svolge lentamente
“Achtung!” Sistemare la fila!
Questo è un momento davvero speciale,
Si avvicina il “Lagerkommandant”.

È possibile che il mondo sia tanto pericoloso?
Un fischio e, in un attimo, il silenzio
Fra di noi pronunciamo una preghiera quieta
Ma c’è qualcuno che ci può sentire?

Il sole è di nuovo alto nel cielo,
Brillanti e rosei sono i suoi raggi.
O Dio caro, Ti chiediamo
Arriveranno giorni migliori?

Krystyna Zywulska, settembre 1943 - Auschwitz -

Fonte: Sor.·. Morena Di Pressa.·.

mercoledì 18 gennaio 2012

La testimonianza del Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia, Nedo Fiano, sulla Shoah.

Nedo Fiano è uno dei maggiori e attivi testimoni della Shoah. Ottantasette anni ad aprile, 46 dei quali vissuti da libero muratore, ha perso l'intera famiglia nei campi di concentramento, dove anche lui fu prigioniero ad Auschwitz, deportato da Firenze nel 1944 all'età di 13 anni. La sua matricola di prigioniero era A5405.
Rimasto orfano a 18 anni, e dopo la sua liberazione l'11 aprile 1945 da Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga, ha dedicato l'intera vita alla lotta per la libertà, contro la follia nazifascista e ogni totalitarismo. Nel libro 'A 5405. Il coraggio di vivere', ha raccontato la sua esperienza di deportato.
E' Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia.

Fonte: GOI