
"Il suicidio dell'Italia passa per l'omicidio della cultura. Il
nostro Paese, con le sue pietre millenarie e la voce libera dei suoi
cercatori di verità, deve ripensarsi nella modernità mettendo a frutto
l'enorme patrimonio culturale che ne fa una Nazione unica al mondo,
ricca di storia e arte, di lettere e ingegno che in ogni tempo ha saputo
declinare vissuti profondi e pensare il cambiamento". E' appello
che lancia Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, dal
convegno 'Le Muse dell'Italia. Arti, cultura e scuola nella costruzione
dell'identità nazionale', che si è tenuto nell'Antica Abbazia di San
Zeno, a Pisa.
"Di fronte alle grandi sfide che ci vedono ogni giorno competere nel villaggio globale – rimarca il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani - l'identità
non è recinto o chiusura, ma ponte di comprensione e leva per lo
sviluppo. All'Italia occorre un grande progetto culturale, che dia
spazio alla forza delle idee, che sono tradizione ma anche innovazione,
percorso già compiuto e avanguardia. Responsabilità, laicità e impegno
sono le dimensioni che guidano il nostro viaggio identitario nel Paese,
per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Abbiamo voluto che
non fossero un'esposizione museale di vecchie glorie ma un cantiere
aperto di progetti e proposte. Guardiamo alla storia d'Italia, ma
soprattutto al futuro, rimarcando la priorità della cultura per la vita
della Nazione. Un asset strategico che, insieme al rilancio necessario
della scuola pubblica, può e deve contribuire a una nuova stagione di
responsabilità condivise per uscire dal declino e dalla decadenza
morale".
"Ripensare il rapporto tra tradizione e attualità, tra moderno e globale – prosegue Raffi - significa
porre al centro i giovani, offrire loro occasioni e spazi di
possibilità, promuovere la ricerca in Italia non all'estero, aprire
laboratori e finanziare ricerche. Pisa è il segno e il simbolo di questo
percorso di riconquista delle nostre radici profonde, del nostro
proprio, che è storia e battaglia di sapere. Identità e cultura
costituiscono un nuovo racconto sociale e progettuale: da una parte
contro i lacci del pregiudizio, dall'altra contro un facile decisionismo
populista. In questa nuova capacità di energia italiana sta la
ribellione al declino".
"Chiediamo alle altre forze sane della società di impegnarsi insieme a noi per un nuovo umanesimo – è l'appello di Raffi – e
la Massoneria, come Istituzione di uomini liberi che hanno la speranza
del domani, può e vuole dare un proprio contributo per superare le
criticità. Quando lanci le idee, non le fermi più: solo chi scende in
campo e lotta, può avere diritto alla parola. Noi lo facciamo e non
siamo soli. La nostra – conclude Raffi - è l'Italia degli uomini liberi, che non hanno rinunciato al pensiero".
Roma, Villa il Vascello, 29 ottobre 2011
Fonte: GOI