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giovedì 21 febbraio 2013

Focus: Codice Falstaff di Verdi: un messaggio massonico tra le note?

Tra le note della sua ultima opera, secondo uno studio recente, Giuseppe Verdi avrebbe nascosto un messaggio segreto per “firmare” la sua appartenenza alla massoneria.
di: Marco Morocutti

Giuseppe Verdi era massone. E la “firma” di questa sua – finora insospettata – appartenenza è nascosta tra le note della sua ultima e straordinaria opera, il Falstaff, rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893 e considerata il testamento spirituale del compositore. È questa l’audace ipotesi di Luca Tessadrelli, compositore e docente al Conservatorio di Parma, che ha analizzato la partitura dell’opera su indicazione di Marcello Conati, uno dei massimi esperti verdiani: «Vi potrà trovare cose interessanti» aveva detto Conati a Tessadrelli.
E così lo studioso, senza saperne nemmeno bene il motivo, si mise subito al lavoro, focalizzandosi sull’episodio culminante: il momento in cui il protagonista, il vecchio burlone John Falstaff, che fin dall’inizio aveva tentato di conquistare due ricche dame, resta vittima di uno scherzo e, allo scoccare della mezzanotte, si presenta a un appuntamento travestito da “Cacciatore nero”. L’interesse di Conati, infatti, riguardava proprio il tema musicale dei 12 rintocchi, che si sviluppa in 13 battute con la voce di Falstaff, il suono della campana e un sottofondo di archi. «Mi ha impressionato il materiale musicale insolito che queste battute contenevano» dice Tessadrelli, che ha pubblicato i suoi studi nel volume Sarà un progresso… tornando a Verdi (Ed. Diabasis) a cura della soprano Teresa Camellini. «Gli accordi di questo episodio, del tutto estranei rispetto al carattere settecentesco dell’opera, anticipano certe armonie che sarebbero poi comparse nel jazz trenta o quarant’anni più tardi». 

Questione di numeri

Non solo: c’è anche il fatto che Verdi avrebbe potuto circoscrivere l’episodio in 12 battute, perché tanti sono i rintocchi della campana e perché 12 è un numero ricco di simmetrie e significati (è il numero di mesi dell’anno, di spigoli in un cubo, degli Apostoli ecc.). Sarebbe stata una chiusura simmetrica, perfetta, dell’episodio. E invece Verdi scelse di usare una battuta in più: era solo un trucco per colpire l’ascoltatore, o voleva comunicare qualcos’altro? Tessadrelli opta per la seconda ipotesi e osserva: «L’atto di “andare oltre” ricorda il concetto esoterico del superamento di un ciclo per iniziarne un altro: l’evoluzione mediante la rinascita». Un’idea che sarebbe presumibilmente piaciuta a un massone, insomma. «Ci sono indizi esoterici anche nella struttura matematica che guida l’andamento degli archi, dove emerge, quasi fosse un codice nascosto, la successione di Fibonacci: 1, 2, 3, 5, 8, 13... (una sequenza di numeri che compare spesso in natura, e che ha affascinato artisti e scienziati, ndr) E anche negli accordi, in parte dissonanti: un modo spesso usato dai compositori per indicare l’oscurità (come nell’inizio del “Quartetto delle dissonanze” di Mozart, dedicato all’iniziazione massonica del compositore Joseph Haydn, proprio per rendere l’idea delle tenebre, intese come ignoranza, da superare grazie all’intelletto)».

Fuga finale

«Delle molte opere di Verdi, infine, il Falstaff è l’unica che termina con un fugato, che in musica è la forma architettonica per eccellenza» conclude Tessadrelli. «Verdi non l’aveva mai fatto: lo accusavano di non saper costruire fughe, e invece la sua ultima opera si conclude proprio con un atto magistrale di contrappunto. In questa “architettura musicale” si può pensare a un omaggio al concetto massonico della divinità: il Grande architetto dell’universo». Forse, allora, non è una coincidenza il fatto che, alla morte di Verdi, il Gran maestro Ernesto Nathan ne elogiò “la gloriosa figura” con le parole: “[…] all’astro fulgidissimo nel firmamento dell’arte universale, la Massoneria italiana, dinanzi all’austera semplicità della vita, dinanzi alla fredda salma, invia il tributo riverente del suo dolore”. Era l’omaggio a un iniziato? Di certo, della ricerca di Tessadrelli, Conati ha detto: «è un’ottima analisi, che evidenzia aspetti che avevo già intravisto altrove nella produzione verdiana». Ma resta anche il dubbio che Verdi abbia voluto semplicemente divertirsi. In fondo, dice John Falstaff alla fine della vicenda, “Tutto nel mondo è burla”...


Fonte: FOCUS


martedì 4 settembre 2012

Simposio 'Massoneria e integrazione nella società attuale'.

Si tiene a Cuba, dal 12 al 15 settembre, il Simposio Massoneria e integrazione nella società attuale. A tenere l'intervento inaugurale è il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, con la relazione 'Il futuro di un messaggio antico. Il contributo possibile della Massoneria alla società civile'.
Il Gran Maestro partecipa con vera gioia alla Gran Loggia, accogliendo l'invito fraterno e stimolante dell'Obbedienza cubana, giunto dal responsabile delle relazioni esterne, il carissimo Fr.·. Raimundo Gomez Cervantes, organizzatore del Simposio.
 
Fonte: GOI

venerdì 31 agosto 2012

La profezia nelle culture dell'Uomo.


Fonte: GOI

domenica 26 agosto 2012

Vola alto nella Luce, Fratello Neil!


Neil Armstrong ha intrapreso la Sua ultima Missione. La più importante, in assoluto. Il “piccolo passo per un uomo” da lui fatto quel 20 Luglio del 1969, fu veramente un grande balzo fatto dall’Umanità.
Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michal Collins portarono a termine una missione che ancora oggi affascina: raggiungere la Luna e toccarne il suolo.
Primi esseri umani a farlo, tornando poi sulla Terra. Almeno nella nostra Era, per ciò che è dato saperne.
Il loro fu un viaggio che ebbe - per quanti si nutrono di valori iniziatici, simbolici ed esoterici – significati e testimonianze profonde; ai più assai poco note.
Ma che per noi iniziati nella Massoneria, assumono valori significativi e duraturi.
Ci piace pensare che per questa Ultima Missione, il nostro Neil abbia assunto le sembianze fiere di un’Aquila Reale dalle ali smisurate: che nel suo avvicinarsi istantaneo alla Luce  abbacinante del Tutto, non chiude gli occhi.
Un’Aquila fiera, veloce, luminosa: nella Vera Luce.
In quella Luce troverai – Neil – tanti Tuoi colleghi di esperienza, primi tra tutti quelli che persero la vita nelle missioni extra-atmosferiche.
Addio, Neil e grazie!

GRAZIE, NEIL ARMSTRONG! A PRESTO, FRATELLO DELL'UMANITA'!

Ieri 25 Agosto 2012 l'astronauta Neil Armstrong ha inziato la Sua Ultima Missione; il viaggio, fulmineo, verso l'Uno: il Tutto.
Quel 20 Luglio del 1969 ero tra i milioni di spettatori di quell'impresa colossale condotta dagli USA tramite la NASA: con gli occhi allo schermo e le orecchie ai suoni che ne venivano, arricchiti dai commenti di Tito Stagno e di altri Scienziati dell'epoca, anche noi eravamo in volo con "Apollo 11" ed il suo equipaggio.
Nei Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins erano i nostri Cavalieri; le loro candide tute spaziali, erano l'armatura sofisticata che indossavano; la loro volontà ed il loro spirito erano la giusta Spada. I risultati della loro missione erano il giusto cibo per una Umanità divisa e già troppo attenta alle piccole cose del quotidiano.
Quel giorno l'Umanità vide con nuovi e diversi occhi.
Si accostò nuovamente a concetti ed a valori che taluno tentava di far soccombere sotto il peso schiacciante del secolarismo e della dittatura: anche dei cuori e delle idee.
Qual balzo prodigioso sulla Luna, quell'impronta lasciata dallo stivale di Neil sulla polvere lunare, quei simboli - terreni quanto universali - che vollero condurre dapprima sul modulo spaziale per poi lasciarli sulla Luna, sono i nostri simboli.
Le stesse parole di Armstrong - "questo è un piccolo passo per un uomo ma un balzo gigantesco per l'umanità" - racchiudono la fiera e sensibile essenza di quegli Uomini, trasmettendo un messaggio che andava e va ancora oggi "oltre" le parole.
Dalla Luna, Neil - come Edwin Eugene "Buzz", che era con lui; mentre "Mike" Collins li attendeva in orbita lunare sull' "Aquila" - tornò sereno ma intimamente cambiato.
Non ci è dato sapere - ed è giusto così - cosa o chi poté vedere attraverso gli oblò durante quel viaggio, cosa o chi poté vedere durante l'avvicinamento alla Luna o sul nostro satellite.
Certo è che da allora non volle più volare.
Non una scelta detatta da timori, ma - ne siamo certi - la scelta consapevole di un Grande Uomo Coraggioso che, posto a contatto con determinate realtà, comprese in modo diretto la fondatezza di certi Valori che, sulla Terra, erano e sono solo teorici.
Il Nulla, il Tutto, le meraviglie di un Cosmo brulicante di forme di vita.
Neil, Fratello, il Tuo Ultimo Viaggio nella Luce Ti consentirà di scoprire ciò che per gli esseri umani é inimmaginabile.
Ci piace credere che il Buon Dio, sempre intento nei Suoi prodigiosi calcoli - per noi misteriosi -, Ti abbia accolto con quella Gioia che il Buon Padre riserva ai Suoi Figli migliori, iniziando ad insegnarTi quella Scienza Superiore che regola i Mondi, gli Universi.
A presto Neil!

26 Agosto 2012
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù

Fonte: http://giuseppebellantonio.blogspot.it/